![]() Illustrazione di Dino Facchinetti
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Le sardele de oro 29.
Una mia bisnona la gera furlana de Fiumisel e la veva el "podê".
La se vistiva in nero e la veva senpre do gati niri che la compagneva.
Duti la schiveva perché i veva paura de ela; i diseva che la
riveva a fâ câge un quadro dal pareo de un' oltra casa,
solo col pinsièr.
La note de l'Epifania duti i se serava te le case per paura de le varvuole (le tre strighe che compagneva la Befana) che le vigniva su del mar e i diseva che le porteva via i màmuli cativi; solo la nona la gireva per le strae, forsi perchè la gera striga anche ela. Conbinassiòn, un anno freddissimo le varvuole le xe vignùe co' un fantulìn. Che 'l sia stao sovo e portà via de garghe parte, no se sa. I dise però che le varvuole 'i voleva ben comò a un figio e 'i despiaseva de fâ 'i ciapâ fredo. Le xe andae in serca de un camin per fâlo stâ al coldo. Gira e gira, a Gravo camini coldi no ne gera; gera za mundi se la zente la veva ligni per cusinâ la menestra...ma per scoldà no gera ninte. Finalmente le xe rivae a catâ un camìn coldo: gera quel dei Fuini, in cale Marchesan. Alora le ha messo el puto vissn del fugher. Dopo vê fato el solito giro a portà i bunbuni ai màmuli bravi e a veghe se ne gera de quî cativi de portâ via, le xe partìe e le se ha desmentegao del fantulìn. E la mia bisnona lo ha tignùo co' ela. El veva pochi misi sto màmolo, no'l camineva e no'l magneva incora solo. Duti i gnò parinti 'i s'ha afessionao; i deva tanto de magnâ e i lo tigniva senpre vissin del fugher. L'ano dopo, per l'Epifania, le varvuole le xe tornae e la prima roba che le ha fato xe stagia quela de 'ndâ in serca del fantulìn desmentegao. Cô lo ha visto cussì grasso e nero le ha dito: "Moh che bel Bufolìn che tu son deventao!" Perchè 'l gera duto sporco de calime. E, sensa domandâ permesso a nissun, le se lo ha tolto. Prima de
'ndà via le ha ringrassiao e le ha dito: "Doman ve racomandemo
de 'ndâ a pescâ sardele!"
Gera tanto del quel fredo e giasso che fora a pescâ no 'ndeva nissun; ma i Fuini i xe 'ndai lo stesso. Invesse de tô la sacaleva i ha tolto la melaida, quela rete indola che le sardele le se 'npira per la testa. Duti i ciapeva i Fuini per mati; invesse i Fuini i ha fato quel zorno una pesca miracolosa: i ha pescao sardele de oro! E co' quele, i s'ha fato la casa nova in via de la Corte. Dopo duti i ciacoleva dei Fuini: "I ha fato la casa co' le sardele de oro!" i diseva. Tanti i sospeteva che i vessa catao invesse un tesoro nei sepulcri che gera sul fondo indola che i ha fato la casa. Ma la nona la veva una sardela de oro e me la hè vista! GRAVO Le
sardelle d'oro
29.
Una mia bisnonna era di Fiumicello e aveva "il potere". Si vestiva di
nero ed aveva sempre due gatti che l'accompagnavano, anch'essi neri.
Tutti la evitavano perchè avevano paura; dicevano che era in
grado di far cadere un quadro da una parete di un'altra casa, solo con
il pensiero.
La notte dell'Epifania tutti si chiudevano in casa per paura delle varvuole (le tre streghe che accompagnano la Befana) che venivano su dal mare per portare via i bambini cattivi; solo la nonna vagava per le strade, forse perchè era strega anche lei. Per caso, un anno freddissimo, le varvuole arrivarono con un neonato; che sia stato loro o portato via da qualche parte, non si sa, esse però gli volevano bene come ad un figlo ed erano dispiaciute che prendesse troppo freddo. Andarono in cerca di un camino per farlo stare al caldo, ma camini accesi non se ne trovavano; era già tanto se la povera gente aveva due legni per cucinare la minestra...per scaldare non c'era proprio niente. Finalmente riuscirono a trovarne uno acceso: era quello dei Fuini in calle Marchesan: Allora presero il piccolo e lo misero accanto al fuoco. Dopo aver fatto il solito giro per Grado a portare dolci ai bambini bravi e a vedere se ce n'erano di cattivi da portare via, ripartirono dimenticando il piccolo. La mia bisnonna lo tenne con sé; non aveva che pochi mesi, non camminava e si doveva aiutarlo a mangiare. Tutti i miei parenti si affezionarono; gli davano tanto da mangiare e lo tenevanon sempre accanto al fuoco. L'anno successivo, per l'Epifania, le varvuole tornarono e, come prima cosa, andarono in cerca del bambino che avevano dimenticato. Quando lo videro, così grasso e nero a causa della fuliggine, esclamarono: "Ma che bel Bufolin che sei diventato!" E senza chiedere il permesso a nessuno lo presero. Prima di andare via ringraziarono e dissero: "Domani vi raccomandiamo di andare a pesca di sardelle!" Era tanto freddo e ghiaccio che nessuno in quel periodo usciva a pescare ma i Fuini andarono lo stesso. Anziché prendere la sacaleva presero la melaida, quella rete con la quale si catturano le sardelle per la testa. Tutti prendevano i Fuini per pazzi invece loro quel giorno fecero una pesca meravigliosa. Infatti, pescarono le sardelle d'oro! Grazie a quelle poterono costruire la casa nuova in via della Corte. Tutti poi parlavano dei Fuini: "Hanno fatto la casa con le sardelle d'oro!". Tanti però sospettavano invece che avessero trovato un tesoro nei sepolcri che si trovavano sul terreno dov'è sorta la casa. Ma la nonna una sardella d'oro l'aveva ed io l'ho vista! GRADO |