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Carnia 1

Anno di pubblicazione:2010

Dipartimento: ,

CURATORI: Gianni Oberto, Manuela Quaglia
COLLABORATORI: Luigi Geromet, Guido Sut, Galliano Zof
RICERCATORI: Amelia Artico,Gemma Nodale Chiapolino, Gianni Oberto, Manuela Quaglia
ILLUSTRATORI: Corrado Cecchini, Annarita De Conti, Michele Ferigo, Marina Forte, Desio Muner, Alessandra Silverio
TRADUTTORI: Gianni Oberti, Manuela Quaglia, Albina Sbrizzi, Guido Sut, Fausto Zof
CONSULENTI LINGUISTICI: Galliano Zof, Manuela Quaglia
COPERTINA: Ivaldi Calligaris

Paesi oggetto della raccolta: Amaro, Arta Terme, Cercivento, Ligosullo, Paluzza, Paularo, Zutrio, Tolmezzo, Treppo Carnico, Zuglio

Esiste un detto popolare, sentito molte volte da parte di testimoni depositari delle memorie storiche, che la Carnia è la “madre” del Friuli. A pensarci bene, tale affermazione contiene un significato molto profondo. La Carnia, di fatto, non ha solo raccolto fedelmente il lascito della latinità aquileiese (il diritto, l’impianto amministrativo, la lingua e, soprattutto, la fede cristiana) ma ha anche conservato gelosamente strati culturali arcaici o pre-cristiani, in seguito definiti “pagani” perchè, in qualche modo, portatori di valori contrari o diversi rispetto agli insegnamenti cristiani.

Questo mantenersi, in Carnia, di apporti culturali di diverse origini, nel senso antropologico del termine “cultura”, è stato, tra l’altro, favorito da più fattori concomitanti: dalla particolare posizione geografica, costutuita da monti e vallate e insediata fra il mondo tedesco e slavo; dal temperamento gentile, riflessivo e saldo della gente carnica; dalla propria coscienza identitaria, sempre sostenuta ed alimentata, pur tra i mutamenti dovuti agli accadimenti storici.

In questa Raccolta, come per le altre della Collana, è stato rispettato il corpo della lingua friulana, in tutte le sue varianti, sia lessicali che fonetiche. Le peculiarità specifiche, quanto i rami evolutivi, nascono dal latino voltare, disperso sul territorio.

(tratto dalla prefazione curata da Luigi Geromet)

Chiesetta Arta TermeCasaso di Paularo paesaggio di Zuglio Carnico