Home » Golaine “Mîts, Flabis e Liendis dal Friûl storic” » Od Idrije do Nediže

Od Idrije do Nediže

Anade di publicazion:2011

Dipartiment: ,

Od Idrije do NedižeCURADÔR: Ada Tomasetig

Generalmente siamo soliti leggere sulla copertina di un libro il nome e cognome di un autore singolo e siamo, quindi, abituati a considerare il contenuto frutto di una mente e, qualche volta, di un genio, individuale e personale. Questo libro, invece, è frutto di uno “spirito” che emerge da una collettività, è un bene culturale di tante persone: gli uomini e le donne che hanno raccontato le loro storie.
Il contenuto non è il pensiero o l’interpretazione di un individuo, ma è la stessa realtà che emerge da chi l’ha vissuta e cioè l’autentico substrato culturale di un “popolo”. Possono, quindi, considerarsi queste pagine un bene di civiltà e cultura che possiede la caratteristica di essere fresco, schietto, sincero e genuino.

Il mosaico di testimonianze che costituisce l’ossatura di questo volume non è un insieme di novelle prevedibili e scontate, né una quantità di esperienze senza dimensione e spessore, come qualche critico potrebbero ritenere, ma è qualcosa di originale, oltre che di inedito per la nostra comunità e, quindi, di creativo e di forte rilevanza. I tabù, la presenza dei morti e degli spiriti, la presenza di forze misteriose ed inspiegabili, le stregonerie non ci indicano soltanto una visione del mondo ingenua e primitiva, ma ci fanno pensare ad un mondo concreto, vicino, che interagisce con i viventi.

Gli informatori ci hanno riferito che questo mondo del caos, del disordine è finito con il Concilio di Trento […]. Noi siamo propensi a ritenere che esista ancora, perché il mondo attuale è pieno di angosce, inquietudini, ansietà, turbamenti e misteri. Attualmente è cambiato il metodo per cercare di eliminare questi stati d’animo: un tempo si ricorreva alle benedizioni, all’acqua santa, ai triangui, ora alle pastiglie, alle maghe televisive, alle terapie psicoanalitiche.

Anche noi, purtroppo, non crediamo più a questo mondo, perché abbiamo cercato di rimuoverlo, considerandolo frutto di una mentalità contadina arcaica. In realtà è il mondo dei nostri miti, del nostro immaginario, della nostra fantasia. Dovremmo avvicinarci a lui con una nuova attenzione, con la stessa sensibilità che altri popoli hanno nei confronti dei loro miti, delle loro credenze.

LUIGI GEROMET
Presidente dell’Istituto “Achille Tellini”