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Tiaris di Aquilee – Gnove racolte

Anade di publicazion:2005

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Tiaris di Aquilee - gnove racolte

CURATORE: Adriana Miceu.
COLLABORATORI: Massimiliano de Pelca, Maurizio Puntin.
RICERCATORI: Flavio Cossar, Massimiliano de Pelca, Luigi Del Piccolo, Eliana Merluzzi, Adriana Miceu, Carmen Musian, Maurizio Puntin, Ferruccio Tassin, Emilio Rigatti, Luca Zalateu.
ILLUSTRATORI: Anna Degenhardt, Gigi Di Luca, Fabio Dose, Elio Musian, Maria Palù, Lucio Stel.
TRADUTTORI DI TESTI: Luigi Del Piccolo, Gabriella Mesot, Adriana Miceu, Carmen Musian.
CONSULENTE LINGUISTICO: Fausto Zof.

Paesi oggetto di questa raccolta: Aiello del Friuli, Alture, Aquileia, Bagnaria Arsa, Belvedere, Campolonghetto, Campolongo al Torre, Capo di Sopra, Castello di Porpetto, Castions delle Mura, Castions di Strada, Cervignano del Friuli, Chiarisacco, Chiopris, Corgnolo, Crauglio, Fiumicello, Gonars, Isola Morosini, Jalmicco, Joannis, Malisana, Mereto di Capitolo, Mortesins, Moruzzis, Muscoli, Nogaro, Ontagnano, Palmanova, Papariano, Perteole, Porpetto, Pradiziolo, Privano, Ruda, Saciletto, San Gervasio, San Giorgio di Nogaro, San Lorenzo, San Martino, San Vito al Torre, Santa Maria la Longa, Scodovacca, Sevegliano, Strassoldo, Terzo d’Aquileia, Tissano, Villa Vicentina, Villanova, Visco, Viscone, Zellina.

“Leggendo le storie riportate in questo volume, è facile ritornare col pensiero alle sere d’estate, quando ci si radunava in gruppetti familiari e intergenerazionali sulle panche davanti alle case, raccontando e ascoltando storie. In paese c’era un certo numero di personaggi che, o perchè svolgevano un mestiere (il mugnaio, il fabbro, il sarto, il fattore) che li portava ad avere contatti con molte persone, o per talento naturale, sapevano molte storie e sapevano raccontarle meglio di altri. Storielle divertenti di paese, del tipo reso famoso in Friuli dalla prima raccolta di Riedo Puppo, Par un pel: ma anche storie di guerre, di fame, di emigrazione, di avventure. E anche storie di santi e favole di streghe e orchi e Attila. Tutto questo è improvvisamente scomparso con l’avvento della società industriale, e cioè della televisione e dell’automobile negli anni ’60: gli anziani si sono imbacucchiti davanti al casselot, e i giovani hanno cominciato a scorrazzare in giro. E’ ovvio che lavori di questa natura nascono da motivazioni profonde di affetto per la propria terra e, in un modo o nell’altro, rafforzano il sentimento di identità friulana. Per molti versi, i tempi non sembrano molto favorevoli a questi semtimenti ma non dobbiamo e non possiamo cedere. La storia non è predeterminata e può sempre riservare sorprese. Può darsi che, man mano che si procede nella post-modernità, anche i miti, fiabe e leggende della Bassa possano tornare in vita; ovviamente nelle forme nuove che le nuove circostanze socio-culturali suggeriranno.”
(estratto dalla presentazione curata da Raimondo Strassoldo)

Portale storico StrassoldoSant'Andrea di PerteoleBasilica di Aquileia, interno