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Tiaris di Cividât e de Badie di Rosacis

Anade di publicazion:2000

Dipartiment: ,

CURATORI: Massimiliano de Pelca, Maurizio Puntin.
COLLABORATORI: Giovanni Maria Basso, Nino Flebus, Claudio Mattaloni, Galliano Zof.
RICERCATORI: Giovanni Maria Basso, Massimiliano de Pelca, Nino Flebus, Diego Lavaroni, Michele Pizzolongo, Maurizio Puntin, Maurizio Tavagnutti.
TRADUZIONE TESTI: Eliana Merluzzi Barile, Gabriella Mesot.
CONSULENTI LINGUISTICI: Giancarlo Ricci, Fausto Zof.
ILLUSTRAZIONI: Darko Bevilacqua, Anna Degenhardt, Giuseppe Delle Vedove, Massimiliano de Pelca, Francesco Prestento.

Paesi oggetto della raccolta: Buttrio, Caminetto, Vicinale, Cividale del Friuli, Galiano, Grupignano, Purgessimo, Rualis, Spessa, Corno di Rosazzo, Noax, Manzano, Casili Birri, Case, Manzinello, Oleis, Ronchi di Manzano, San Lorenzo, Soleschiano, Moimacco, Pavia di Udine, Cortello, Lauzacco, Percoto, Persereano, Risano, Pradamano, Lovaria, Prepotto, Albana, Cialla, Novacuzzo, Premariacco, Ipplis, Leproso, Orsaria, Paderno, Rocca Bernarda, Remanzacco, Cerneglons, Selvis, Ziracco, San Giovanni al Natisone, Bolzano, Dolegnano, Medeuzza, Villanova del Judrio, Torreano, Prestento, Togliano, Trivignano Udinese, Clauiano, Melarolo.

“La lettura di questa raccolta mi ha fatto rivivere sensazioni profonde della mia infanzia trascorsa a Oleis, proprio ai piedi della Badia di Rosazzo. Tra queste, due sono ancora fortemente impresse nella mia memoria. La prima è il rispetto reverenziale e l’ammirazione per quei “vecchi” che sapevano tutto e ti raccontavano le cose con grande autorevolezza ma come se ti rivelassero segreti. La seconda è il senso profondo di appartenenza non solo al proprio paesino, ma al proprio borgo. La continuità della tradizione trasmessa sin dalla tenera infanzia ed assorbita naturalmente, l’assenza di dubbi, la paura del castigo ed il forte senso di appartenenza al borgo, davano alla vita una dimensione limitata ma umana. E’ proprio questa dimensione umana che questo volume fa rivivere e, speriamo, contribuirà a conservare.
(estratto della presentazione curata da Attilio Maseri)

Ogni cultura è uno dei modi possibili di esistere e di sopravvivere di una comunità in un determinato contesto ambientale: questo avviene, in particolare, in virtù del patrimonio di conoscenze e di valori in precedenza acquisiti, che per eredità viene trasmesso di generazione in generazione. In quest’ottica, la padronanza della lingua d’origine è fondamentale, nella lingua è trasfuso tutto il patrimonio culturale elaborato da una comunità, per questa ragione essa può essere considerata come la sintesi di tutti i valori culturali, sociali e umani espressi dal gruppo che l’ha costituita. Le leggende, le favole e i miti sono, in sostanza, visioni del mondo espresse con animo perturbato e commosso. Nella terra friulana hanno accompagnato la formazione e la vita di tante generazioni e costituiscono un patrimonio di riferimento che rimanda ad archetipi radicali e profondi e, come tali, universali, in cui è riversato il primato della sacralità e del mistero”.
(estratto dell’introduzione curata da Odorico Serena)